Hai presente quei pomeriggi storti, quelli in cui niente sembra andare per il verso giusto? A Napoli per quei momenti c’è una soluzione collaudata: una frittatina di pasta appena tirata fuori dall’olio, ancora fumante. Tre morsi e il mondo, se non si raddrizza, almeno si mette in pausa. È la merenda napoletana per eccellenza: piccola, calda, completa, e con quel guscio croccante fuori che ti consola a prescindere.

Cos’è una frittatina di pasta napoletana (e perché non è una crocchetta)
La frittatina napoletana è pasta, besciamella e un ripieno che la rende inconfondibile. Si prendono spaghetti o bucatini spezzati, si mescolano con besciamella, ragù di carne e piselli, e si lascia raffreddare finché il composto rapprende. Poi si forma in dischi tondi, si tuffa in olio bollente e si serve appena uscita: fuori croccante, dentro filante.
A differenza di una crocchetta o di un supplì, la frittatina non è ripieno di pasta lessata e basta: la besciamella la rende cremosa, il ragù le dà sostanza, lo spessore tondo la trasforma in un piccolo timballo da tenere in una mano sola. È la friggitoria che incontra la trattoria, in un boccone.

Una merenda di guerra (e di pace)
La storia della frittatina è una storia napoletana di riciclo intelligente. È nata nelle cucine popolari del centro storico, dove niente si butta: la pasta del giorno prima, rinforzata con besciamella e ripieno, si trasforma in qualcosa di nuovo e di buonissimo. L’ha citata già Jeanne Caròla Francesconi (decana della cucina napoletana del Novecento) nel suo ricettario classico.
Ma è nel secondo dopoguerra che la frittatina è diventata street food vero e proprio: si vendeva sui carretti, davanti ai cinema all’uscita degli spettacoli, davanti alle scuole al suono della campanella, in qualunque friggitoria di quartiere. Il nome “merenda” non è un dettaglio: la frittatina è piccola, calda, completa, ti consola dopo un brutto voto e ti regge fino a cena. È la versione napoletana del comfort food, da molto prima che il termine inglese entrasse nel vocabolario.

Da Jamm Ja, la frittatina si fa con i bucatini
Nella friggitoria di Jamm Ja la trovi tra i Fritti, accanto all’arancino classico, al crocchè di patata e alla montanara. Si chiama semplicemente frittatina e costa 5 euro. Dentro: bucatini, besciamella, carne macinata e piselli. La ricetta napoletana doc, senza reinterpretazioni: solo il guscio croccante fuori e il morso filante dentro.
Se hai fame seria, prova il nostro Gran Fritto Imperiale: 24 euro per un piatto che mette insieme arancino, triangolini di parmigiana, frittatina, crocchè, montanara, fiori di zucca ripieni di ricotta e verdure pastellate. È tutta la friggitoria napoletana in un’unica portata: da dividere in due o da affrontare in solitaria, con tutto il nostro rispetto.
Se ti è venuta voglia di una frittatina appena tirata fuori dall’olio, prenota un tavolo: chiamaci al 02 9684 0877 o scrivici su WhatsApp al 347 82 11 267. Ti aspettiamo, jamm ja!